I barcamp sono morti. Da anni. R.I.P.

VIVA I BARCAMP!

Le riflessione del (ex)giovane Wolly

Da lungo tempo riflettevo sul fatto che di barcamp, almeno qui da noi, non se ne organizzassero più.

Ho cercato moltissime ragioni e, alla fine, credo che sia solo per pigrizia.

Come molti di voi salgo sul palco a parlare in eventi strutturati.
Eventi con sponsor, organizzatori, biglietti da pagare e, soprattutto, marchette su marchette.

Chi paga si sente in obbligo di fare quello che vuole, di tenere speech marchettari assolutamente fuori dal tema del convegno. Ormai ci sono convegni che sono solo raccolte di soldi da parte degli sponsor e gli speech sono al 90% marchette.

Ho pensato ai miei interventi ai vari barcamp/Wordcamp, li ho riletti e, in alcuni casi, rivisti.

Li ho paragonati a quelli che ho fatto in conferenze strutturate e alla fine sapete cosa ho visto?

Le scoperte del Wolly – l’acqua calda

Che a parlare sono sempre io, che dico le stesse cose, che quello che dico ha lo stesso valore sia che partecipi a un barcamp sia sul palco di un evento strutturato.

Anzi, se ora mi invitano a parlare a eventi strutturati è proprio grazie a quello che ho fatto nei vari barcamp.

Il valore di un intervento è dato dallo speaker, non dal contenitore.

Quindi, perché dover assistere a marchette per ascoltare qualche buon intervento?

Si può fare senza contaminazione.

La memoria latita

Semplicemente ci siamo dimenticati che il valore sono le persone, non gli sponsor, non le marchette.

Forse non siamo stati capaci di passare il testimone o semplicemente non siamo stati capaci di far capire cosa stavamo realizzando. Tutti insieme.

Per questo ho deciso di riprovarci, ero sicuro di non essere l’unico e quello che è successo me lo ha dimostrato.

Siamo in tanti, una moltitudine di pazzi e solari che ci hanno creduto e che ci credono.

Andiamo avanti tutti insieme.

I LOVE YOU ALL

Il vostro affezionato vicino di casa, Wolly.